Questo non è il Bangladesh
Come l’estrema destra portoghese ha trasformato il ritornello di una canzone razzista generata dall’AI nel suo slogan per le elezioni presidenziali di questa domenica
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Nelle puntate precedenti: cosa c’è dietro all’ossessione della Spagna per la Lotteria di Natale e il best of Ibérica 2025.
In questa: la storia di come una canzone razzista generata dall’AI è diventata l’inno dell’estrema destra portoghese alle prossime elezioni presidenziali.
Iniziamo!
“Non è colpa mia se è andata così, l’unica cosa che ho fatto è stato un innocuo prompt e il risultato è quello che vedete. Lo copio qui sotto per gli appassionati di AI”.
Così bruttosuave, un creatore di contenuti portoghese, si giustifica nella didascalia del suo primo video, “Bangladesh”, pubblicato su Youtube lo scorso 10 settembre.
Nel prompt si legge che l’utente, che non ha rivelato la sua identità, ha chiesto a uno strumento di intelligenza artificiale di creare una canzone in “stile rap/hip hop contemporaneo che esalti le qualità e i punti di vista dei principali esponenti del partito politico portoghese CHEGA”.
Fondato nel 2019, Chega è la formazione di estrema destra che, dalle elezioni di maggio dello scorso anno, è il secondo partito politico del Portogallo.
Il suo leader, André Ventura, è uno degli undici candidati alle elezioni presidenziali che si terranno questa domenica.
E, proprio per questo, non si è lasciato scappare l’occasione di trasformare questa canzone nell’inno della sua campagna elettorale.
Un inno che ha come ritornello la frase: “Questo non è il Bangladesh”.

Secondo gli ultimi dati dell’ Agenzia per l’integrazione, migrazioni e asilo portoghese (AIMA), nel 2024 in Portogallo risiedevano 1,5 milioni di persone straniere. La comunità bangladese è la settima più numerosa e conta circa 55mila persone (la maggior parte delle persone straniere viene, in ordine, da Brasile, India e Angola).
È una comunità che, secondo il suo portavoce, Rana Taslim Uddin, è creata nel Paese almeno trent’anni fa, ma che negli ultimi due è diventata il bersaglio di una campagna di odio online alimentata dall’estrema destra.
Uno dei suoi temi ricorrenti è Martim Moniz, una piazza del quartiere Mouraria, uno dei più multiculturali di Lisbona, e nello specifico Rua do Benformoso: una via lunga 400 metri in cui si trovano una moschea, 22 ristoranti e 10 merceria.
“India, Pakistan, Nepal, Bangladesh: nella via ci sono persone provenienti da luoghi diversi, ma visto che il colore della pelle è simile, non si rendono conto di chi è chi”, ha spiegato Uddin al giornale Expresso.
A fine 2024, proprio in questa via, la polizia ha costretto decine di persone a rimanere con le mani al muro durante “un’operazione speciale di prevenzione criminale”, un intervento che è diventato molto mediatico per la sua brutalità e che ha portato alla detenzione di sole due persone, entrambe di nazionalità portoghese.
L’episodio è servito, tuttavia, ad alimentare una narrazione negativa del quartiere che si stava formando da tempo e che si riflette sulla comunità bangladese, che secondo Uddin ha iniziato ad avere “una brutta fama”.
A una settimana dall’uscita della canzone, Ventura ha diffuso un video su TikTok in cui canta la canzone in playback e ottiene più di un milione di visualizzazioni. Tre settimane dopo lo si vede cantarla insieme a un gruppo di elettori: in uno dei video successivi, sovrappone l’audio della canzone a immagini di risse per strada.
La storia potrebbe finire qui: in un’intervista al Diário da Manhã, bruttosuave ha spiegato di aver creato il video per rappresentare la “fase distopica della nostra realtà sociopolitica”. Il creatore di contenuti si è dichiarato “apartitico” e ha affermato di aver scelto il leader dell’estrema destra per il suo primo video “perché dovevo cominciare da qualche parte”.
I suoi video successivi, infatti, sono dedicati ad altre figure della politica portoghese: il sindaco di Lisbona Carlos Moedas, soprannominato “Cripto Moedas”; l’ex membro della Sumud Flotilla Mariana Mortágua e l’ex presidente socialista José Sócrates.
Nessuna di queste, però, ha sfruttato la viralità dei video di bruttosuave quanto Ventura, che ha trasformato il ritornello della canzone in uno degli slogan ufficiali dei manifesti della sua campagna.
Per il secondo slogan, invece, Ventura ha rispolverato un suo vecchio cavallo di battaglia: “Gli zingari devono rispettare la legge” (traduzione letterale).
Per il primo cartellone, non c’è stato niente da fare. Il secondo, invece, è stato rimosso a fine anno, quando il Tribunale di Lisbona ha dato ragione al gruppo di associazioni antirazziste che avevano denunciato la campagna.
Ventura era già stato denunciato per razzismo nel 2021 per aver chiamato “banditi” i membri di una famiglia di origine angolana.
In seguito alla decisione del tribunale, Ventura ha commentato che avrebbe rimosso i cartelloni, ma che non si pente: “rifarei esattamente la stessa cosa”.
Per approfondire:
Domenica 18 gennaio si vota in Portogallo per eleggere il nuovo presidente della Repubblica: a differenza dell’Italia, qui la carica viene eletta per suffragio universale diretto e ha poteri più ampi rispetto all’omologo italiano. Ventura è anche uno dei favoriti. Ne ho parlato in maniera più approfondita con Alexander Damiano Ricci ieri sera in una live di un’oretta che puoi recuperare qui:
Altri numeri di Ibérica dedicati al partito di estrema destra Chega o al razzismo in Portogallo:
Se ti interessa il Portogallo
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Lo scorso 27 dicembre la Spagna ha autorizzato l’esportazione di materiale militare a Israele sfruttando la clausola che tutela gli “interessi nazionali” dell’embargo firmato tre mesi fa. Un’eccezione che diverse associazioni e formazioni politiche come Podemos avevano già criticato durante l’iter di approvazione. Sul tema dell’embargo puoi recuperare questo pezzo che ho scritto per SKYTG24.
La Chiesa ha firmato un accordo con il governo spagnolo per risarcire le vittime di abusi sessuali anche in casi di prescrizione o morte dell’aggressore.
A proposito di abusi sessuali: in un’inchiesta durata tre anni di elDiario.es, due ex dipendenti di Julio Iglesias hanno raccontato di essere state aggredite e molestate in diverse occasioni dal cantante tra il 2021 e il 2022. La procura spagnola ha avviato un’indagine in seguito alla denuncia delle due donne per aggressione sessuale e tratta di esseri umani.
Dall’archivio di Ibérica
Un anno fa pubblicavo una delle newsletter più lette e apprezzate di Ibérica: quella che racconta di quando quattro bombe nucleari sono cadute, per sbaglio, su Palomares, un piccolo paese dell’Andalusia. Ancora oggi, il suolo resta contaminato e gli Stati Uniti non vogliono saperne nulla:
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Roberta






Articolo davvero interessante. Cercavo notizie sulle elezioni di domenica e mi sono imbattuto nel tuo articolo. Complimenti