Quattro bombe nucleari sull’Andalusia
Sono quelle che sono cadute da un aereo americano il 17 gennaio 1966: ancora oggi, il suolo resta contaminato e gli Stati Uniti non vogliono saperne nulla.
Ciao!
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L’ultimo numero di Ibérica è stato il più letto di sempre: grazie! Ho già un’idea per il prossimo reportage e non vedo l’ora di mettermi a fare ricerca.
Nel frattempo, oggi cade un anniversario importante. Cinquantanove anni fa, quattro bombe nucleari sono cadute, per sbaglio, su Palomares, un piccolo paese dell’Andalusia. Le conseguenze di quell’errore si fanno sentire ancora oggi sugli abitanti del villaggio e, più in generale, sui rapporti tra Spagna e Stati Uniti.
Iniziamo!
Quattro bombe nucleari sull’Andalusia
Per gli abitanti di Palomares ormai era un’abitudine.
Ogni mattina, intorno alle dieci, in cielo due aerei si avvicinavano tra loro, fino a diventare quasi uno solo. E poi si allontanavano, ognuno per la sua strada.
In un certo senso, faceva anche comodo: la maggior parte dei circa mille abitanti di questo paesino andaluso lavorava nei campi, coltivando piante o allevando animali.
Sapere che erano le dieci senza dover tirar fuori l’orologio (per i pochi che lo avevano al polso) o aspettare le campane ormai faceva parte delle loro vite.
Fino al 17 gennaio 1966, il giorno in cui i due aerei si avvicinarono troppo tra loro ed esplosero, facendo cadere quattro bombe nucleari e tonnellate di pezzi di ferro infuocati su Palomares e dintorni.
I due aerei appartenevano all’aviazione statunitense: uno trasportava le bombe, l’altro una riserva di carburante. Quella che osservavano da anni gli abitanti di Palomares era una manovra di rifornimento in volo.
Una manovra che faceva parte dell’Operazione Chrome Dome, una missione statunitense che durò dal 1961 al 1968 e che consisteva nel mantenere sempre in volo aerei con a bordo bombe nucleari, pronti ad attaccare l’Unione sovietica, in caso di necessità.
Siamo in piena Guerra fredda ed è un momento splendido per il dittatore spagnolo Francisco Franco: da minaccia fascista, il suo regime si è trasformato in un baluardo anticomunista in Europa.
Nel 1953, in seguito agli accordi con il governo americano, la malmessa economia spagnola riparte (grazie soprattutto al turismo). E gli accordi prevedono anche questo: la presenza di basi statunitensi sul territorio spagnolo e di velivoli militari nel suo spazio aereo.
Un momento splendido, dicevo. Che, nonostante l’incidente, la dittatura proverà a difendere con tutte le sue forze.
Su Palomares e dintorni cadono quindi per sbaglio 4 bombe nucleari: una in mare, tre in terra. Di queste, una atterra lentamente, grazie al paracadute di sicurezza: nell’impatto con il suolo, le altre due disperdono invece plutonio nell’aria.
Per fortuna, nessuna delle quattro esplode: ognuna era 70 volte più forte delle bombe di Hiroshima e Nagasaki. Nessun abitante di Palomares viene ucciso o ferito: sette degli undici piloti, invece, muoiono.
Da subito, il governo di Franco si impegna per nascondere quel che è successo, al Paese e anche agli stessi abitanti di Palomares, che scoprono della natura delle bombe grazie ai radiogiornali in inglese e francese.
“Tranquillità a Palomares”, titolano i quotidiani, mentre succede tutto il contrario: i soldati statunitensi sono al lavoro per portare via 1,4 tonnellate di terra e resti vegetali contaminati. Destinazione: un centro di smaltimento di rifiuti radioattivi in Carolina del Nord.

Dal mare viene anche un altro diversivo efficace: la ricerca della bomba scomparsa.
Per evitare che venga ritrovata dall’Unione sovietica, gli Stati Uniti fanno arrivare a Palomares 34 navi, 4 minisottomarini e 3424 uomini.
La quarta bomba viene ritrovata a ottanta giorni dall’incidente, grazie a un aiuto inaspettato: quello di un pescatore locale che aveva assistito alla caduta del dispositivo in acqua.
Il suo nome è Francisco Simó Orts, ma passa alla storia come “Paco el de la bomba” (Paco, quello della bomba: in spagnolo, Paco è il diminutivo di Francisco).
La stampa erge Paco a eroe nazionale e Franco gli promette addirittura una barca nuova. In un documentario di France24, la figlia di Orts afferma che, a parte un sacco di strette di mano, il padre non ha mai ricevuto nessuna ricompensa.

Di fatto, però, il pericolo per gli abitanti di Palomares non viene dall’acqua: è l’aria, invece, il problema.
Il plutonio ha una grande capacità di provocare mutazioni genetiche se viene inalato o ingerito (o se, con il tempo, decade e si trasforma in americio).
E il lavoro fatto dagli statunitensi per ripulire la zona è molto superficiale. Non solo: su Palomares soffia spesso il vento, favorendo la dispersione del plutonio.
Tutto questo, però, negli anni Sessanta, finisce sotto al tappeto: la Spagna è il Paese del sol y playa, e nessun incidente può macchiare la sua reputazione come meta turistica internazionale.
Oggi sappiamo, però, che a Palomares restano circa 50mila metri cubici di materiale radioattivo. E che gli abitanti del Paese sono stati sottoposti per anni a test medici per valutare gli effetti del plutonio sul loro organismo: un esperimento organizzato da Spagna e Stati Uniti chiamato “progetto Indalo”.
“Non esistono precedenti nella storia della medicina spagnola. Agli abitanti non è mai stato detto che i campi in cui lavoravano, il pilastro della loro economia, contenevano ancora plutonio. Ogni volta che andavano a Madrid a fare gli esami gli dicevano il contrario, che non c’era motivo di preoccuparsi”, racconta José Herrera, giornalista esperto nell’incidente di Palomares.
I dati sugli effetti del plutonio sugli abitanti di Palomares non sono mai stati diffusi, mentre il braccio di ferro tra Spagna e Stati Uniti per la rimozione del materiale radioattivo dura da decenni.
Nel 2023, il presidente spagnolo Pedro Sánchez aveva raggiunto un accordo l’amministrazione Biden: un accordo che difficilmente diventerà realtà durante il prossimo mandato di Donald Trump.
Nel frattempo, Palomares resta, nelle parole di Herrera, “il più grande cimitero nucleare della Spagna”. (Ma non ditelo ai turisti).
Per approfondire:
Su Movistar+ trovi un bel documentario a puntate chiamato Palomares. Dias de playa y plutonio (qui un estratto pubblicato su Youtube).
La storia della bomba caduta in mare viene raccontata anche nel film Men of Honor - L'onore degli uomini (disponibile su Disney+), anche se di Paco el de la bomba non c’è traccia.
Su El País trovi le foto ufficiali delle forze aeree statunitensi durante le operazioni di decontaminazione.
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Nel 2025 non sono previste elezioni in Spagna, ma sarà comunque un anno molto politico: è infatti il cinquantesimo anniversario della morte di Franco. Il governo di Sánchez ha però scelto di concentrare le attività commemorative previste sul ritorno alla democrazia con il motto “50 anni di libertà”: il centrodestra e l’estrema destra non l’hanno presa bene.
Tra settembre e ottobre 2025 si terranno invece in Portogallo le elezioni municipali, mentre a inizio 2026 dovrà essere eletto un nuovo presidente della Repubblica (che, a differenza di quello italiano, viene eletto dalla popolazione tra una serie di candidati approvati dal Tribunale costituzionale).
Negli ultimi giorni, i due principali partiti politici spagnoli, il Psoe (partito socialista, guidato da Sánchez) e il Pp (Partido Popular, centrodestra), si sono sfidati a colpi di proposte per contrastare la crisi abitativa. In particolare, il Pp punta su incentivi fiscali per l’acquisto, l’affitto e la ristrutturazione, mentre i socialisti invece propongono un aumento dell’edilizia sociale, un'esenzione fiscale per chi affitta secondo l’indice di riferimento dei prezzi (finora in vigore solo in Catalogna) e la limitazione dell'acquisto di immobili da parte di stranieri non residenti. Tutto bellissimo, ma l’ultima parola resta al parlamento, quindi vedremo.
Lo scorso 10 gennaio, il Parlamento portoghese ha respinto diverse proposte per modificare la legge sull'aborto in Portogallo, che è una delle più restrittive d’Europa. Le proposte includevano l'aumento del termine legale per l'aborto da 10 a 12 o 14 settimane, l'eliminazione del periodo di riflessione obbligatorio e una regolamentazione più rigorosa dell'obiezione di coscienza (che rende impossibile accedere all’interruzione volontaria di gravidanza nel 30% degli ospedali pubblici portoghesi).
Per chiudere, qualche dato: non ci sono mai stati così tanti turisti in Spagna (94 milioni nel 2024, il 10% rispetto al 2023) e non è mai stata prodotta così tanta energia rinnovabile in Portogallo (il 71% del consumo elettrico nazionale).
Il 14 gennaio 1973 il Corriere dei Ragazzi ha dedicato un fumetto a Paco della bomba <3
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Roberta






Grazie, molto interessante!
Complimenti, interessantissimo tema di cui non sapevo assolutamente niente!