Consigli culturali non richiesti #3
Una selezione cose da leggere, vedere, ascoltare e visitare dalla penisola iberica ad alto contenuto di crisi abitativa, deliri millennial e Dua Lipa
Ciao!
Questa è Ibérica – Una finestra sull’altra penisola, la newsletter che una volta a settimana ti porta in Spagna e Portogallo senza prendere l’aereo.
Nelle puntate precedenti: una città progettata da (e per) bambine e bambini e quattro grafici per capire meglio la Spagna.
In questa: due articoli, quattro libri, un film, una serie, due concertini, una mostra e una libreria che meritano la tua attenzione.
Comunicazione di servizio: questo è l’ultimo numero estivo di Ibérica: salvo grandi imprevisti (Pedro, per favore), ci risentiamo a settembre.
Iniziamo!
Para📚
Sono passati dieci anni dal caso della Manada (il branco), uno degli eventi fondamentali per capire l’evoluzione del movimento femminista e dell’approccio alla violenza machista in Spagna. Come avevo riassunto in questo numero di Ibérica (e spiegato meglio nel libro, nel capitolo “Cúllar Vega, Andalusia”):
“Nella notte tra il 6 e il 17 luglio 2016, durante la festa di San Firmino (quella dei tori, sì), cinque uomini stuprano una donna di 18 anni. È l’inizio di un altro caso giudiziario, quello della Manada (il branco) che avrà un impatto sulla società spagnola simile, se non superiore, al femminicidio di Orantes negli anni Novanta. Le proteste continuano anche quando gli uomini della Manada vengono condannati per abuso sessuale e non per aggressione, ovvero per un reato minore. È da lì che nasce la necessità di una nuova riforma del Codice penale spagnolo, che arriva nel 2022”.
Isabel Valdés, che si occupa di questioni di genere per El País, ha raccontato cos’è cambiato in questo decennio in questo articolo interattivo. Ti traduco il virgolettato di una delle esperte che ha intervistato, Virginia Gil:
“Si è diffusa una nuova consapevolezza che ha cambiato radicalmente la percezione sociale della violenza sessuale. Dal considerarla un fatto puntuale, compiuto da depravati di notte in strade buie, siamo diventati consapevoli della realtà, ovvero che la violenza sessuale è un problema strutturale”.
In uno dei suoi ultimi numeri, Internazionale ha tradotto un articolo uscito sul giornale portoghese Público che racconta di “Trace”, un progetto di ricerca che dal 2023 analizza l’invecchiamento delle persone lgbt+, la discriminazione in funzione dell’età e le politiche pubbliche nell’Europa meridionale, concentrandosi su Grecia, Italia, Malta, Portogallo e Slovenia. Ecco come funziona e qualche risultato preliminare:
“Finanziato dal Consiglio europeo della ricerca, ci lavorano cinque ricercatori, uno per ciascun paese, che si sono fatti raccontare dagli anziani la loro vita, ascoltandoli per ore. Poi, in una seconda fase, sono passati alle domande.
La questione della democrazia risulta “al centro delle preoccupazioni”, ma la coordinatrice del progetto, la sociologa Ana Cristina Santos, garantisce che ai partecipanti non è stata rivolta nessuna domanda specifica sull’ascesa dell’estrema destra. Tutti, però, hanno vissuto in regimi autoritari o durante la transizione da democrazie conservatrici (che considerano le persone della comunità lgbt+ criminali, malate, peccatrici o deviate) verso altre più progressiste (che hanno riconosciuto i loro diritti)”.




Ecco i quattro libri che ho sul mio comodino estivo, tutti in attesa di essere iniziati:
La piazza del diamante, uno dei principali romanzi della letteratura europea del dopoguerra, scritto da una delle più importanti scrittrici catalane di sempre, Mercè Rodoreda, nonché libro del mese di luglio di Chispas, il club di lettura iberico.
Sempre per Chispas, sul comodino c’è anche L’albero delle parole di Teolinda Gersão, edito da Voland: un romanzo lussureggiante come il giardino in cui cresce la protagonista, Gita, all’ombra della madre e della governante nel Mozambico portoghese. Sarà la nostra lettura di agosto (qui il calendario fino alla fine dell’anno).
Di Voland è anche Misericordia, l’ultimo libro di Lídia Jorge, scrittrice conosciutissima in Portogallo e molto meno popolare in Italia (sono stati tradotti pochi suoi libri e molti sono fuori catalogo. Nota personale: ho avuto la fortuna di leggere alcuni dei suoi racconti all’università, una delle mie docenti era una sua ammiratrice). La protagonista del romanzo, Dona Albertì, vive nella casa di riposo Hotel Paraíso, ricavata da un ex albergo di lusso in una immaginaria stazione balneare del Portogallo. La sua vista è debole ma lei è perfettamente in grado di valutare le circostanze e le persone intorno a lei: si ribella alla freddezza di alcuni inservienti, all’omofobia degli ospiti che giocano a carte, e segue da vicino le storie d’amore che nascono all’interno della struttura. Promette bene.
In Maiorca, pubblicato da Fandango ad aprile, Giovanni Dozzini racconta il ruolo dell’aviazione italiana nei bombardamenti che devastarono Barcellona durante la guerra civile. Non solo: secondo la quarta di copertina, “ricostruisce i ritratti degli italiani alle Baleari: ferventi e violenti fascisti, amanti del volo e del pericolo, alcuni in fuga dalla madrepatria, altri in cerca d’amore. Le loro storie e i loro visi sono i tasselli di questo racconto corale”. Anche qui, non vedo l’ora.
(Per trasparenza, ti segnalo che L’albero delle parole, Misericordia e Minorca mi sono stati inviati dalle rispettive case editrici, che approfitto per ringraziare!).
Para 👀
In Spagna (e in Catalogna, per la precisione), la crisi abitativa è talmente grave da essere diventata la trama di un film per bambini. L’Olívia i el terratrèmol invisible è infatti un film in stop motion che racconta lo sfratto di una bambina di 12 anni, del suo fratello minore e della loro madre single che non riesce più a pagare il mutuo. Candidato ai Goya, gli Oscar spagnoli, non si è portato a casa nessuna statuetta, ma merita lo stesso, perché è molto realistico, tenero e commovente.
Disponibile su Filmin e su RTP Play, il sito di streaming della tv pubblica portoghese, Millennial Mal è una serie comedy luso-spagnola che riesce a prendere in giro tre generazioni in un colpo solo: X (1965-1980), Y (1981-1996) e Z (1992-2012). Nel farlo, affronta una serie di grandi temi - solitudine, rimpianto, invecchiamento, patriarcato - in maniera scanzonata e attuale. Bonus track: il personaggio di Salomé, interpretato da Isa Calderón, co-autrice del podcast millennial di culto Deforme Semanal Ideal Total.
Para 🎧
Due concertini da tenere sempre a portata di mano: quello di Carminho, una delle fadiste più innovative della sua generazione, e quello della cantante pop spagnola Amaia (che a un certo punto suona una sedia come un flauto!):
Para 🗺️
Se passi da Madrid durante l’estate, ricorda che fino al 13 settembre al Museo del Romanticismo puoi visitare la mostra fotografica “Endometriosis. El dolor silenciado 1860 – 2026” di Laia Abril. Come si legge in questo portfolio di Internazionale:
Abril ha fotografato sei donne e un uomo transgender con endometriosi (....). Le foto sono state scattate nei momenti di sollievo e la frammentazione dei loro corpi è simbolo della dissociazione di cui hanno bisogno per sopravvivere alla sofferenza.
“Con poche alternative oltre a trattamenti palliativi molto invasivi, abitano corpi addestrati alla resistenza. Li tendono, li piegano, li inarcano, li raffreddano, li scaldano o li immergono nell’acqua per affrontare le notti di dolore e le lunghe giornate di incomprensione”.
Se invece capiti a Porto puoi fare un salto alla famosa Livraria Lello e dare un’occhiata a The Manifesto Library, la collezione permanente di 100 libri curata da Service95, il club di lettura della cantante Dua Lipa. Sui suoi scaffali trovi solo libri che sono stati censurati, a vario titolo: la loro pubblicazione è stata impedita o sono stati rimossi da programmi scolastici e cataloghi di biblioteche. Sono suddivisi in quattro sezioni tematiche: potere, controllo, voce e memoria. (Marketing letterario fatto bene, se vuoi sapere la mia).
🗞️Bonus track:
L’intervista che mi ha fatto Hipster Democratici, in cui oltre a arrabbiarmi con la sinistra italiana, consiglio anche tre libri e tre newsletter per capire la penisola iberica. Segnalo anche il bel corredo di memini creati per l’occasione:
👋 È tutto per oggi!
Questa era “Consigli culturali non richiesti #3”: se vuoi recuperare le prime due edizioni, puoi farlo qui:
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A presto,
Roberta





